La prolusione inaugurale del festival viene affidata ogni anno a grandi protagonisti della vita culturale internazionale.
2013 Giuseppe Galasso, 2014 Raffaele La Capria, 2015 Ermanno Rea, 2016 Marco Santagata, 2017 Mario Andreose, 2018 Giulia Sissa, 2019 Eva Cantarella, 2020 Gilberto Corbellini, 2021 Corrado Bologna, 2022 Francesca Mannocchi.

2022 | Francesca Mannocchi

La guerra è saper guardare i vuoti

«Mi sono chiesta spesso in questi mesi di guerra in Ucraina se la guerra sia più un affare di chi combatte rischiando di morire o di chi resta, impegnato nella lotta quotidiana per la sopravvivenza, di chi è a casa ad aspettare chi combatte o in esilio cercando di proteggere i più deboli, bambini e anziani».
Una grande firma del giornalismo italiano di oggi, Francesca Mannocchi, propone a Salerno Letteratura una riflessione inedita, lucida e toccante, sulle guerre che ha visto da vicino e sulla difficoltà di raccontare il dolore degli altri.

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2021 | Corrado Bologna

L’Inferno di Fellini, fra Dante e Kafka

Torna a Salerno Letteratura Corrado Bologna, tra i maggiori filologi romanzi del nostro tempo. Lo fa con una prolusione incentrata sulla lunga fedeltà di Federico Fellini nei confronti di Dante, e in particolare della prima Cantica della Commedia. Dal Viaggio di G. Mastorna, concepito come una sorta di discesa agli inferi e diventato il film mancato per eccellenza nella storia del cinema, a La voce della luna, tratto dal Poema dei lunatici di Ermanno Cavazzoni, Dante è parte sostanziale della materia di cui sono fatti i sogni di Fellini. E, insieme a lui, Franz Kafka. Come, del resto, Leopardi, citato espressamente ne La voce della luna.

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2020 | Gilberto Corbellini

Tutti vogliono tornare alla natura, ma nessuno a piedi

Tra le controversie politico-culturali che in questo frangente di storia dell’Occidente accendono maggiormente le passioni, un posto di rilievo lo occupa il problema di giudicare cosa è “naturale”, ovvero la questione se quello che crediamo “naturale” sia tale e perché, e se cose o scelte giudicate “innaturali” sarebbero in quanto tali dannose o moralmente sbagliate. Le discussioni sulle cause della pandemia in corso e le minacce rappresentate da agenti infettivi di origine selvatica fanno, per esempio, riferimento agli interventi umani ai danni della biodiversità naturale e qualcuno, addirittura, sostiene che quanto sta accadendo sarebbe una vendetta della “natura” per lo sfruttamento e la distruzione dell’ambiente.

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2019 | Eva Cantarella

Ovidio a modo mio

Parlare di Ovidio non è cosa facile per diverse ragioni, che vanno dalla quantità di argomenti che la sua opera impone di affrontare ai tanti aspetti del suo carattere e della sua personalità. Per non parlare dei misteri che circondano la sua vita.

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2018 | Giulia Sissa

Un libro non è uno specchio

L’irruzione della lettura nell’arte del XVIII secolo non è solo un fatto estetico. Questo fenomeno si accompagna a una trasformazione culturale. I libri stampati circolano, costano sempre meno, diventano accessori della vita di tutti i giorni per la gente comune, che ha a sua disposizione sempre più letteratura.

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2017 | Mario Andreose

Per Umberto Eco

In quanto editore, amico e collaboratore, durante trentacinque anni, di Umberto, e nei limiti di tempo assegnatomi, vi racconterò di alcune esperienze, magari non consequenziali, ma significative, credo, per comprendere, almeno in parte, alcuni aspetti della sua personalità.

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2016 | Marco Santagata

Modernità della Commedia

Di Dante, oggi, complici anche le celebrazioni centenarie, si parla tantissimo: lo ritroviamo, come personaggio, nel cinema, nella narrativa, nei fumetti, nella pubblicità. La sua figura è entrata di prepotenza del circuito della comunicazione, che l’ha imposta come una sorta icona pop. Sono molti anche coloro che parlano della Commedia, ma è evidente che una cosa è parlarne per sentito dire, altra cosa per averla letta.

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2015 | Ermanno Rea

Saranno i libri a salvare il mondo?

A me non pare che in questo nostro Occidente culturalizzato la lettura sia stata doverosamente scandagliata nella sua funzione di motore di storia, forse perché si tratta di un motore che vive di vita clandestina, di un motore per così dire senza volto – senza volto plurale, voglio dire – proprio perché identificato nel solo volto del singolo.

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2014 | Raffaele La Capria

Non è vera la vita che vivi, è vera la vita che scrivi

Tutto inizia per me, come credo per ogni scrittore, con quelle che io ho chiamato le immagini primarie. Cosa sono le immagini primarie? Sono quelle immagini che si imprimono nell’animo quando ancora non è nata la coscienza, e sono immagini tutte sensoriali, legate alla vista, all’udito, all’olfatto, al tatto, al gusto.

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2013 | Giuseppe Galasso

La mia vita fra i libri

L’amore al libro e alla lettura l’ho appreso a scuola. Più tardi avrei trovato espresso in Giovanni Gentile il criterio pedagogico che giustifica quel che è capitato a me e a chissà quanti altri. «Ogni maestro – dice Gentile – deve avere un sano ed esatto concetto della lettura, che è il focolare maggiore della cultura scolastica che il maestro possa accendere». E io ebbi la fortuna di trovare in terza elementare, dopo l’ottima maestra che avevo avuto in prima e seconda, la signorina Maria Conte, un  educatore di pari valore, il maestro (allora a Napoli tutte le maestre erano “signorine” e tutti i maestri erano “professori”) Luigi Sala.

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