EDIZIONE 2013

 

Festival 24 | 30 giugno 2013

Il Festival ha proposto, nella settimana dal 24 al 30 giugno 2013, oltre una settantina di eventi intorno a un’idea molto libera e dinamica di letteratura. Fin da questa prima edizione, inoltre, ha voluto marcare una propria netta vocazione internazionale. Essa ha trovato un momento di particolare significato nel Premio Salerno Libro d’Europa, riservato al meglio della narrativa continentale under 40 e nato dunque con l’intento di far conoscere al pubblico dei lettori nuove e importanti voci d’artista che fioriscono anche al di là delle mode e delle imposizioni del mercato. Cinque tra i più interessanti giovani narratori d’Europa sono stati selezionati da una giuria tecnica e sono i vincitori della prima edizione del Premio. Sono stati: la francese Jakuta Alikavazovic, autrice di “La bionda e il bunker” (66th and 2nd), lo svizzero romancio Arno Camenisch, autore di “Dietro la stazione” (Keller), l’italiano Paolo Di Paolo, autore di “Mandami tanta vita” (Feltrinelli), il portoghese Jorge Luis Peixoto, autore di “Libro” (Einaudi) e la tedesca Judith Schalansky, autrice di “Lo splendore casuale delle meduse” (Nottetempo). Tra loro è stato scelto – attraverso le preferenze espresse da due giurie – una composta da cinquanta lettori salernitani e l’altra formata da altrettanti “addetti ai lavori” (critici, intellettuali, giornalisti culturali, ecc. di tutta Italia) – il supervincitore del Premio, Jorge Luis Peixoto. Durante il loro soggiorno a Salerno, i cinque autori hanno avuto modo di incontrare i lettori, presentando i loro libri, discutendo in pubblico, proponendo reading di pagine tratte dalle loro opere: anch’essi, insomma, hanno avuto modo di vivere la città e la festa. Autori giovani dunque, oppure già affermati, come, per fare un solo nome tra il centinaio di scrittori che sono stati presenti, Petros Markaris: a Salerno Letteratura si sono incontrati tutti in una felice mescolanza, un caos creativo la cui ambizione è stata semplicemente quella di riuscire a incuriosire, a divertire, a far riflettere un pubblico il più ampio possibile, facendogli ritrovare una dimensione comunitaria che è l’esatto contrario della solitudine di massa indotta dall’intrattenimento televisivo. Sono stati privilegiati l’incontro, la voce, la fisica presenza delle persone come condizioni imprescindibili di un’autentica e proficua relazione. Incontri, presentazioni, “lectiones”, conferenze, dibattiti, reading, laboratori, pranzi, concerti, recital di poesia e racconti: sono state tante le occasioni per le quali Salerno Letteratura ha invitato i suoi ospiti a stare in mezzo alla gente, a condividere momenti di reciproca conoscenza, anche ai tavolini di un bar o davanti a un cicchetto notturno, per raccontarsi storie e scambiare pensieri. Durante il Festival è stata ampia e variegata la proposta culturale: dalla narrativa alla poesia, dalla riflessione filosofica a quella storica.  A tutto questo è stato aggiunto una ricca offerta collaterale di giochi, di concorsi, di momenti di animazione riservati anche ai bambini. L’intento è stato quello di riuscire, per una settimana, a determinare una specie di “full immersion” della città in una festevole atmosfera letteraria.