Sbarca quest’anno a Salerno Letteratura il Premio Demetra, importante riconoscimento letterario dedicato alla letteratura ambientale. Si è infatti tenuta alla Chiesa dell’Addolorata la sua sesta edizione, dove si è avuto modo di ascoltare le voci di alcune anime innovative di personaggi dell’ambito del Premio Demetra, con la promozione di Comieco e di Confindustria, le quali hanno portato un discorso che non vede la sostenibilità come l’antitesi di un’industria e un mercato competitivo, bensì come uno strumento in incentivazione economica.

Carlotta de iuliis, VicePresidente Comieco, ha posto i pilastri di questo pensiero, spiegandoci come mai rinnovabilità fa rima con competitività, in un mondo in cui i combustibili fossili sono sempre di più rimpiazzati da fonti di energia più amiche dell’ambiente.

“Oramai non si parla più di energie rinnovabili per combattere il cambiamento climatico, ma proprio per la maggiore convenienza” asserisce Letizia Magaldi, Presidente del Kyoto Club, che ci ha fatto un resoconto di come queste nuove fonti energetiche stanno prendendo il sopravvento, infatti come detto da lei oltre il 90% di tutta la nuova capacità di generazione elettrica aggiunta è fotovoltaica.

Andrea Prete, Presidente Unioncamere e CCIA Salerno, ci ha fatto fare un salto nella storia elencando i successi di Comieco a Salerno, che l’ha resa la prima capitale del riciclo e capitale della carta nel 2004. Antonello Sada, Presidente Confindustria Salerno, ci ha ricordato il valore delle proprie radici e della responsabilità, rievocando anche il motivo della presenza del Premio Demetra a Salerno: ”Premio Demetra è stato portato a Salerno grazie al patrimonio e la tradizione dell’industria cartaria e appunto per lo sviluppo sostenibile rappresentato proprio da eventi come Salerno Letteratura.

Infine Ermete Realacci, Presidente Symbola e della giuria del Premio Demetra, ha compiuto un excursus storico-filosofico, citando una frase di Sant’Agostino di estrema importanza: “«Tempi cattivi, tempi difficili, questo dicono gli uomini. Viviamo bene, e i tempi saranno buoni. Noi siamo i tempi: quali siamo noi, tali sono i tempi», affermando che noi tutti possiamo cambiare il mondo che ci circonda, e migliorarlo partendo da realtà spesso tralasciate come Salerno e il Mezzogiorno italiano.

Michele Loparco IID, Liceo Classico Torquato Tasso