Durante la settima serata della tredicesima edizione del Festival Salerno Letteratura, è stata condotta da Francesca Salemme la Serata Stregata in collaborazione con la Fondazione Bellonci. Protagonisti Elisabetta Rasy con Perduto è questo mare; Michele Ruol con Inventario di quel che resta dopo che la foresta brucia; Paolo Nori con Chiudo la porta e urlo; Andrea Bajani con L’Anniversario ed infine Nadia Terranova con Quello che so di te. I cinque scrittori hanno raccontato le profonde storie dei loro romanzi, riuscendo così ad incantare l’intero pubblico presente nell’atrio del Duomo. A tal proposito, Michele Ruol afferma: “Il mio libro parla di una storia che già avevo in mente, una storia con un nucleo importante di dolore. Volevo far comprendere che il dolore non segna la fine, ma un nuovo inizio della nostra vita.”

Elisabetta Rasy invece, fa un intervento spiegando l’importante metafora del mare presente nel suo romanzo, una metafora in cui si racchiude l’essenza del testo. Elisabetta Rasy dichiara: “È tutto centrato sul mare. Il mare unisce il padre vero, il padre simbolico e me stessa nell’amore e l’incanto che procura, ma anche nel dolore, perché non è sempre così salvifico come si direbbe.”

Paolo Nori differentemente, decide raccontare della sua estrema vicinanza al poeta Baldini dicendo: “Ho cominciato a leggere Baldini in un festival letterario in cui l’ho sentito leggere le sue poesie, questo è successo nel settembre 2000. Da quel momento, non ho più smesso.”

Andrea Bajani ci immerge, con grande entusiasmo, nel processo di elaborazione del suo romanzo: “Io insegno negli Stati Uniti. Uno dei miei corsi riguarda il raccontare le famiglie. Quando lavoro con i miei studenti, c’è sempre una tensione costante. È come se arrivassero tutti con una condizione da Minotauro: tutti chiusi in un proprio labirinto, hanno molte cose da dire, delle storie importanti e tragiche alle spalle che devono avere il coraggio di condividere.”

Così è nata la storia de L’anniversario, che ci disarma con la sua onestà mettendo a nudo la realtà di famiglie con passati difficili.

In conclusione, l’autrice Nadia Terranova presenta Quello che non so di te, un romanzo che ha lo scopo di far emergere la verità sul conto della sua bisnonna, internata in un manicomio di Messina. È una ricerca nei misteri del proprio passato familiare, quello di una donna che ai tempi non ha avuto la possibilità di raccontarsi con la propria voce. Dunque, ci pensa Nadia Terranova a farlo: “Non avrei scritto questo libro se non avessi sentito il bisogno di far parlare Venera. Nessuno forse si salva in questo libro. Le domande esplodono. I destini spesso sono scritti.”

 

Sara D’Urso III H, Liceo Tasso

Lorenza Di Benedetto