Presso Largo Pomona, per la sezione Graphic Novel, si è svolto un incontro con Sadagari, autore di Diritto al malessere (ADD), condotto da Chiara De Silva e Daria Limatola. Il “diritto al malessere” di Sadagari nasce a scuola, durante un periodo difficile per lui e rivolgendosi alla sua prof di filosofia reclama questo diritto per poter riflettere più fondo ai suoi problemi e non porre rimedio subito. Continua dicendo che al giorno d’oggi c’è questa tendenza a risolvere tutto subito e per lui, in quel momento, una soluzione non c’era se non continuare a contorcersi nel suo stare male. Chiara De Silva aggiunge, inoltre, che “la sua volontà era in sciopero”, quindi, l’unica soluzione era prendersi del tempo. Col tempo, poi, ha scoperto di essere neurodivergente perché viveva a diversi ritmi rispetto agli altri aggiungendo che il mondo non era costruito per lui e per le persone come lui. Chiara De Silva, poi, introduce i concetti di meltdown e shutdown in cui, il primo termine si riferisce ad un crollo emotivo visibile, e il secondo si riferisce ad uno spegnimento interno e l’autore è più un tipo da shutdown, come viene descritto nel libro, non esterna mai vistosamente le sue emozioni. Questo concetto viene descritto da Sadagari nel libro con il ricordo di un evento passato, ovvero, che fu investito con una macchina giocattolo e lui non esternò alcuna emozione, si è tenuto tutto dentro. Da qui spiega il concetto, secondo cui, la società impone diversi comportamenti in base al genere assegnato alla nascita. Le bambine imparano fin da subito ad avere una capacità di mimesi superiore a differenza dei bambini. Lui scopre tardi di essere neurodivergente e quando finalmente arriva la diagnosi, viene frequentemente sminuita da chi, dall’esterno, commenta: “Potevi andare avanti tutta la vita senza saperlo, in fondo non fa differenza”. Se una persona, per essere accettata, deve nascondere i suoi problemi allora i problemi sono di tipo strutturale. Bisogna rifiutare il fatto di nascondersi e uscire allo scoperto presentandosi alle persone e al mondo così come si è.

Claudio Santoro – Liceo Tasso Salerno