Perdono tutti e a tutti chiedo perdono. Va bene? Non fate troppi pettegolezzi”.

Queste le ultime parole di Cesare Pavese, scritte poco prima di togliersi la vita, in un albergo di Torino, il 27 agosto 1950. Lo scrittore Pierre Adrian, ospite a Salerno Letteratura per la seconda volta dopo aver vinto lo scorso anno il premio “Salerno libro d’Europa”, nel suo libro “Hotel Roma” ricostruisce la vita di Pavese incominciando dalla sua morte.

Io con Pavese ho vissuto un’amicizia, ne ho fatto un fratello più grande con cui chiacchierare. Da qualche anno sul comodino ho sempre il suo diario Il mestiere di vivere che, per me, è pieno di insegnamenti”.

L’autore, profondamente ispirato dalle opere di Pavese, si mette sulle sue tracce intraprendendo un viaggio non solo interiore ma anche effettivo, nei luoghi abitati dal poeta. “In tutti i miei libri parto sempre dai luoghi perché inizio dallo sguardo, ogni libro che scrivo è sempre prima un reportage”.

Adrian, cerca di comprendere la psicologia del suo amico-icona, indagando i motivi del desiderio di auto-annientamento di uno scrittore che ha segnato la storia della letteratura italiana.

Mi sono sempre chiesto come uno scrittore affascinato dal suicidio, dalla morte, possa riuscire a farmi vivere”. Forse ha ragione Pasolini, la nostra esistenza è informe e solo la morte, fulmineamente, può darle una forma.

Sara D’Urso, III H

Liceo Tasso Salerno