È con un’opera intensa e poetica che Hope Larson, acclamata fumettista e illustratrice statunitense, ha conquistato il pubblico e la giuria del Premio Generazioni 2024 a Lucca Comics & Games, segnando così il suo debutto editoriale in Italia. Una vittoria significativa per un’autrice già ben nota nel panorama internazionale, che approda per la prima volta nel nostro Paese portando con sé una storia che profuma di adolescenza, nostalgia e verità.

Il suo ultimo lavoro – Fa come vuoi – è ambientato nel North Carolina, terra d’origine della Larson, scelta non a caso come sfondo narrativo: “Volevo immortalare il luogo dove sono cresciuta”, racconta. Ma non solo. L’ambientazione si colloca volutamente negli anni ’90, un’epoca pre-social in cui le relazioni si vivevano con altri tempi e ritmi, e che l’autrice definisce “più semplice”, priva della frenesia digitale che oggi accompagna la quotidianità dei più giovani.

Tra le pagine del fumetto si intrecciano elementi autobiografici, come il ricordo di un professore che, riconoscendone il talento, le disse che il suo stile era “la sintesi anche dei suoi difetti” – ed è proprio questa imperfezione a renderla unica. Un’eredità che la Larson ha trasformato in una cifra stilistica inconfondibile.

La parte del racconto che più le è cara è l’estate, narrata attraverso un delicato epistolario: lettere che restituiscono il senso di vuoto e distanza dai ritmi scolastici, un tempo sospeso in cui la protagonista, Christine, si trova ad affrontare in silenzio le trasformazioni del cuore e dell’identità. È proprio durante l’estate che Christine, rileggendo i messaggi scambiati con la sua migliore amica, si rende conto che qualcosa si è spezzato. Si sono allontanate, sì, ma non per ostilità: semplicemente, sono cresciute in direzioni diverse, diventando ciò che erano destinate a essere.

Al centro della narrazione c’è il desiderio – a volte feroce, a volte dolce – di ambire alla perfezione. Christine sogna di brillare, e solo col tempo capirà che, come sottolinea l’autrice in una delle frasi più potenti del libro, “essere brillanti non vuol dire essere perfetti, ma brillare dentro”.

E sebbene ambientata trent’anni fa, la storia parla in modo diretto anche ai lettori di oggi. Larson è convinta che le emozioni umane restino universali: “I sentimenti non cambiano, anche se cambia il modo in cui li esprimiamo”. È proprio questa verità – semplice ma profonda – a rendere Magia di sale un ponte tra generazioni, una lettura capace di toccare chiunque si sia mai chiesto chi è, cosa vuole e chi sono davvero i suoi amici.

Hope Larson non è solo arrivata in Italia: ha lasciato un segno. Un segno fatto di luce imperfetta, di lettere estive e di quella magia che solo chi ha il coraggio di raccontare sé stesso sa evocare.

Carolina Esposito III E
Chiara Gabriella Raimondi III E

Liceo Tasso Salerno