LUOGHI DEL FESTIVAL

Atrio del duomo

Il Duomo è conosciuto anche come Cattedrale di San Matteo, perché nella cripta custodisce le reliquie dell’evangelista. È il principale luogo di culto cattolico in città. Realizzato in stile romanico nell’XI secolo, vanta un campanile con otto grandi campane che è un esempio dello stile arabo-normanno. La sua costruzione si deve in particolar modo a due avvenimenti importanti: la traslazione delle spoglie di San Matteo da Capaccio-Paestum a Salerno e la conquista della città nel 1075 da parte del Duca normanno Roberto di Altavilla, detto il Guiscardo, che mise fine al principato longobardo durato 237 anni.

 

Palazzo Fruscione

Il palazzo fu costruito nel corso del XIII secolo. Alcuni studiosi lo ritennero la reggia longobarda, altri un semplice edificio di pregio di età medioevale e altri ancora un rifacimento di epoca sveva del palazzo di Arechi II. Al 1738 risale un documento notarile che descrive l’edificio, allorquando fu ceduto in enfiteusi a Bartolomeo Longo dal Capitolo della Cattedrale. Un primo restauro alla struttura vi fu negli anni Cinquanta a opera di Giorgio Rosi, che introdusse alcuni elementi mancanti (come le colonne decorative del secondo livello). Nel 1967 il palazzo fu espropriato alla famiglia Fruscione (da cui prende il nome) e solamente nel 2009 sono iniziati i lavori di restauro sotto la direzione dell’architetto Mario dell’Acqua e con la collaborazione, per quanto riguarda la parte archeologica e storica, del professor Paolo Peduto. Nel corso degli ultimi lavori è stato eliminato il quarto livello aggiunto nel XIX secolo al fine di consolidare l’interno.

 
Villa Comunale

La Villa comunale di Salerno è il giardino della città. Fu progettata nel 1874. L’architetto Casalbore la realizzò intorno alla famosa fontana detta di “don Tullio” (o di Esculapio), risalente al 1790, che dava ristoro ai viaggiatori provenienti a Salerno dalla costiera amalfitana e da Napoli. Situata di fronte al teatro Verdi, possiede un lussureggiante orto botanico con molte piante rare dell’area mediterranea e oltre. Durante gli anni ’90 la Villa Comunale è stata coinvolta in un restauro architettonico e botanico di particolare prestigio che ha visto l’espansione del verde, con l’aggiunta di nuove piante rare, legate alla cultura mediterranea.
Il primo monastero benedettino dedicato a Santa Sofia è stato fondato verso la fine del X secolo, in via Trotula de Ruggiero, a nord-ovest di piazza Abate Conforti. In primo luogo ospitava i monaci, poi, due secoli dopo, fu dato alle suore dello stesso ordine. Nel 1592 il monastero fu affidato ai Padri Gesuiti per educare i giovani. Papa Clemente XVI soppresse l’ordine nel 1778 e affidò la struttura religiosa ai Carmelitani. Nel 1807, durante la requisizione napoleonica e fino al 1938, il convento si configurava come un tribunale civile. Dopodiché divenne una scuola statale. Oggi ospita mostre ed eventi culturali.

 

Largo Barbuti

Il rione dei Barbuti è di origine longobarda, caratterizzato da un tortuoso intrecciarsi di vicoli e piccoli slarghi suggestivi. Si raggiunge da via Tasso, scendendo le scalette nel tufo, oppure dalla vicina via Botteghelle. Il rione prende il nome dalla lunga barba tipica dei guerrieri longobardi che vissero in città. L’area comprende via delle Botteghelle, via dei Canali, via Roma e via Tasso. Il periodo di massimo splendore del quartiere fu durante il XIII secolo quando via dei Mercanti era fulcro del commercio cittadino e sede di numerose botteghe tra cui la Ruga Speciarorum, sede della bottega degli speziali.

 

Complesso Monumentale di Santa Sofia

Il primo monastero benedettino dedicato a Santa Sofia è stato fondato verso la fine del X secolo, in via Trotula de Ruggiero, a nord-ovest di piazza Abate Conforti. In primo luogo ospitava i monaci, poi, due secoli dopo, fu dato alle suore dello stesso ordine. Nel 1592 il monastero fu affidato ai Padri Gesuiti per educare i giovani. Papa Clemente XVI soppresse l’ordine nel 1778 e affidò la struttura religiosa ai Carmelitani. Nel 1807, durante la requisizione napoleonica e fino al 1938, il convento si configurava come un tribunale civile. Dopodiché divenne una scuola statale. Oggi ospita mostre ed eventi culturali.

 

Arco Catalano

Palazzo Pinto sorge nel cuore del centro storico cittadino, lungo una delle sue arterie viarie principali, via dei Mercanti, storicamente sede di numerose e prestigiose attività commerciali e artigianali. I proprietari appartenevano a un ramo del casato dei Pinto, nobile famiglia di origine normanna le cui prime attestazioni risalgono agli inizi del XIII secolo, ascritta almeno dal XVI secolo al seggio di Portanova; un altro ramo della famiglia risiedeva all’epoca nell’area poco lontana occupata attualmente da Palazzo Genovese. L’Arco catalano risale al XV secolo e ha rari eguali in tutto il Sud Italia. È un arco in pietra, lavorato con molta cura, realizzato da artisti catalani provenienti da Maiorca.

 

Tempio di Pomona

Il Tempio di Pomona risale all’epoca romana, quando la città di Salerno ricevette il titolo di “Collegio degli Augustali” a dimostrazione dell’importanza che rivestita. Dei vari templi presenti nell’antica Salerno, fino ai nostri giorni è giunto solo il Tempio di Pomona, caratterizzato, all’interno e all’esterno, da una quindicina di colonne di stile ionico unite tra di loro da un arco gotico a sesto acuto. I capitelli, sempre di stile ionico, sono costituiti da quattro teste della dea Pomona e una lastra quadrata a coronamento del capitello formata da facce concave. Del Tempio sono stati rinvenuti anche la pavimentazione, il solaio con arco centrale a tutto sesto, un tronco delle fondamenta, delle monofore e una lapide muraria. La lapide, situata tra la seconda e la terza monofora, ricorda una donazione di 50 mila sesterzi fatta da Tito Tettenio Felice Augustale nel IV secolo d.C. che consentì di realizzare i pavimenti in marmo, un ricco intonaco e il frontone.