Fabio Geda presenta, alla tredicesima edizione del festival Salerno Letteratura, il libro La casa dell’attesa. Lo scrittore lascia in ascolto profondo il pubblico presente nel museo Diocesano, raccontando la realtà povera, ma molto più umana della nostra, situata nello Stato dell’Angola. Riguardo alla scelta del tema del libro, Geda dice:
“In maniera molto inconscia, ho lasciato che i racconti del comandante del CUAMM si susseguissero senza mie troppe domande; mi dicevo: si accenderà qualche luce. Questa luce si è accesa parlandomi della casa dell’attesa, un titolo meraviglioso per un libro”.
Inoltre, l’autore punta una lente d’ingrandimento sulla meravigliosa città di cui parla, Luanda, in cui ha lasciato un pezzo di cuore: “Luanda era una città che dentro di me non esisteva prima che ci arrivassi. Lei è esplosa davanti ai miei occhi con tutte le sue contraddizioni”.
Infine, Geda condivide con il pubblico una profonda riflessione. Prendendo come modello il metodo di lavoro attuato in Angola, propone una potenziale soluzione alle tragedie che si stanno verificando attualmente nel mondo: “Ho cercato di scrivere questo libro, con la stessa cura con cui ho visto i medici del CUAMM passare le notti accanto ai bambini in fin di vita, cercando di accompagnarli all’alba del giorno dopo. Io non sono un medico, non posso dire di salvare vite col mio lavoro, però credo che se facciamo qualcosa con cura, possiamo distruggere il male che in noi c’è”.
Lorenza Di Benedetto