In un’atmosfera intima e partecipata, durante la sesta giornata di Salerno letteratura, presso la Chiesa dell’Addolorata, si è tenuto un incontro intenso con la scrittrice tedesca Daniela Dröscher, autrice del romanzo “Bugie su mia madre”. Il libro, ambientato nella Germania degli anni ’80, ha “una trama che lascia sottintendere grovigli, malesseri”: racconta la storia della piccola Ela, una bambina di sei anni che viene inghiottita dal dramma familiare, ossia la trasformazione della madre, progressivamente schiacciata dal giudizio e dalle ossessioni del marito. Durante l’incontro, l’autrice ha esplorato il cuore pulsante del romanzo: “Il corpo femminile come luogo di conflitto e vergogna, bersaglio di uno sguardo maschile che giudica e pretende controllo”. “Mia madre in una bara non ci sta, è troppo grassa”, scrive con ironia Dröscher, dimostrando una capacità rara di leggere in chiave ironica degli aspetti drammatici della sua esistenza. Tra i momenti più toccanti della serata, la riflessione su una domanda tanto semplice quanto universale: “l’amore è sacrificio?” E ancora: “cosa accadrebbe se ogni donna si svegliasse un giorno fiera del proprio corpo?”. “L’economia globale crollerebbe” suggerisce l’autrice, con un sorriso che sfida e illumina. “Bugie su mia madre” non è solo un romanzo autobiografico, è una lente sul quotidiano familiare, dove il potere si traveste da amore; è un inno alla scrittura come atto di sopravvivenza e di ricerca: “La scrittura non è un modo per fuggire, ma per riflettere, indagare nell’animo umano”. La voce di Daniela Dröscher ha lasciato il segno, entrando nell’animo del pubblico e trasformando la memoria personale in uno specchio collettivo, in cui “ognuno può trovare un pezzo di sé stesso”.
Francesca Lo Schiavo III D
Priscilla D’Agostino III D
Carolina Esposito III E
Liceo Tasso Salerno