Al Museo Virtuale della Scuola Medica Salernitana, Yassin ’Adnan apre, per il ciclo Finzioni, quella che potrebbe essere definita la vera “tana dello scoiattolo”: il mondo nascosto, vigile e stratificato di Hot Maroc. L’autore introduce un romanzo che scava nelle pieghe del Marocco contemporaneo con ironia affilata e una precisione quasi documentaria, guidato dalle domande della professoressa Ester Cafarelli e del traduttore Antonino D’Esposito.
Il protagonista, Rahhal La’awina, nasce minuto, intelligente, diffidente: un ragazzo che si sente più vicino a uno scoiattolo che a qualsiasi altro animale. Topo, ratto e scoiattolo appartengono alla stessa famiglia, ma lo scoiattolo è “di un’altra specie”: vive nascosto, osserva, accumula. È questa natura a spingerlo a non esporsi, a rifugiarsi nei nickname, a commentare senza sosta, fino a diventare un vero “leone da tastiera”.
L’Università di Marrakech – attraversata dagli ultimi bagliori degli anni di piombo marocchini e animata da movimenti studenteschi in fermento – è il primo teatro che Rahhal scruta con uno sguardo acuto e distaccato. La svolta arriva con l’Internet café, luogo oggi scomparso ma allora decisivo che costituisce una vera e propria “archeologia industriale”. In quelle stanze fitte di schermi, Rahhal scopre un mondo che può guardare senza essere visto, e questa possibilità lo trasforma.
I servizi segreti lo intercettano, intuendo la sua capacità di leggere commenti provenienti da mondi diversi e di riconoscere schemi dietro fenomeni solo apparentemente casuali. Intorno a lui, il Marocco cambia: nascono nuove testate giornalistiche, si ridefiniscono equilibri e poteri, si aprono spazi di libertà e nuove forme di controllo. L’edizione italiana del romanzo presenta, oltre al glossario, dei termini marocchini, una “scatola nera del traduttore” che svela scelte linguistiche, compromessi culturali e parole intraducibili, offrendo al lettore un dietro le quinte prezioso.
Accolto con entusiasmo nel mondo arabo – cinque edizioni marocchine, una giordana, una egiziana, nonostante la consueta “cripticità” degli editori locali – Hot Maroc si impone come il ritratto di un Paese osservato dall’interno della sua stessa tana: un luogo di accumulo, di attese, di movimenti invisibili che diventano rivelazione. Tra satira, ferocia e un’umanità sorprendente, il romanzo di ’Adnan lascia il lettore con la sensazione di aver spiato il Marocco da un pertugio segreto, proprio come farebbe uno scoiattolo che non smette mai di guardare.
Francesca Lo Schiavo IV D Liceo Tasso