“In nome della bontà e dell’amore, l’uomo non deve concedere alla morte il controllo sui propri pensieri”. Questa la frase che echeggia ancora nell’immaginario del pubblico, tratta dal passo Il sogno sotto la neve, recitato appassionatamente dall’attore Fausto Russo Alesi, proveniente dal romanzo “La montagna magica” di Thomas Mann. In collaborazione con il Goethe-Institut di Napoli e con l’Istituto Italiano di Studi Germanici, è stato dedicato un importante omaggio al saggista e scrittore tedesco, durante la tredicesima edizione di Salerno Letteratura.

Il passo letto, è stato illustrato mettendone in luce la carica viscerale da Luca Crescenzi, uno dei suoi maggiori traduttori e specialisti. Crescenzi, durante la lectio, ha analizzato il motivo del desiderio autodistruttivo dell’Europa successivo alla Guerra Mondiale, trasfigurato da Mann nel Sanatorio in cui risiede Castorp con altri pazienti malati. Crescenzi dichiara: “La morte è la melanconia della civiltà europea, il desiderio nascosto di una civiltà che vuole autodistruggersi, perché dentro di sé coltiva le cellule della propria distruzione”.
Il traduttore pone l’accento sulla soluzione trovata da Thomas Mann a questa condizione: l’Eros, sentimento opposto all’imponente forza di Thanatos, reso in una nuova chiave attraverso lo studio di Freud. Crescenzi difatti afferma: “L’Eros non viene solo più percepito come istinto vitale alla sopravvivenza, ma come dovere ad estendere il dominio della vita”. E in conclusione dichiara: “Oltre all’Eros vitale che genera vita, c’è l’Eros che genera pensieri buoni e nuovi. Questo, può salvare la civiltà europea dal pensiero di distruggersi”.

Lorenza Di Benedetto