Non solo scienza: Stephen Markley racconta il clima attraverso le relazioni. Arriva a Salerno Letteratura con passo deciso e idee chiare l’autore americano che con Diluvio ha firmato uno dei romanzi più ambiziosi e necessari degli ultimi anni. Il pubblico lo accoglie con attenzione e rispetto: davanti a loro, uno scrittore che ha scelto di trasformare l’urgenza del cambiamento climatico in una narrazione complessa, appassionata e profondamente umana. “Non è una distopia, ma un esperimento di pensiero”, spiega, incalzato da Corrado De Rosa. Un romanzo corale, polifonico, ambientato in un futuro fin troppo vicino, che mostra quanto l’impatto ambientale sia già parte delle nostre vite. Ma Diluvio è anche una guida: non impone, non predica, ma accompagna il lettore in una presa di coscienza. Un romanzo epico che spazia dalla distopia (ma non troppo), alla fantascienza (ma non troppo), al catastrofismo che è in verità pura realtà. Una serie di temi che – ha raccontato lo scrittore – lui non ha scelto, ma lo hanno scelto, ricordando al pubblico il momento esatto in cui è nata in lui l’idea di parlare di “crisi climatica” (la guerra del Golfo del 2003), in un momento in cui la questione era ben lontana dall’essere un problema urgente come lo è, purtroppo, oggi. Sulle montagne del Wyoming, Kate Morris, una giovane attivista, dà inizio a un progetto che potrebbe cambiare il corso della storia mentre la politica rimane impantanata nei suoi riti stanchi. Intorno a lei, le vite, le aspirazioni e l’impegno di un climatologo, un giovane sbandato e un gruppo di ecoterroristi. Diluvio è un’opera-mondo (abbraccia un periodo storico che va dal 2013 al 2040) che ci costringe a guardare in faccia il pericolo che aleggia sul destino dell’umanità e che è già qui, senza girarci intorno. Markley intreccia scienza (il cui linguaggio padroneggia perfettamente) e letteratura, ispirandosi anche all’incontro con James Hansen, primo climatologo a denunciare pubblicamente l’emergenza. Da lì nasce l’ispirazione per Tony, personaggio ruvido e tenero, pronto a lottare non per idealismo, ma per amore delle figlie. Con voce ferma e ironia sottile, Markley ci sfida a pensare: cosa dobbiamo a chi amiamo, ai figli che decidiamo di mettere al mondo? Diluvio è un libro che commuove, spaventa e illumina. Perché la fine non è inevitabile e ogni parola, come ogni gesto, può ancora cambiare le cose.
Lavinia Mauro III D
Gabriella Chiara Raimondi III E
Liceo Tasso Salerno