La storia degli anni Sessanta e Settanta è irripetibile, unica, da un punto di vista sia negativo che positivo, per questo abbiamo molta storiografia. I Settanta non sono solo gli anni di piombo, ma anche quelli in cui abbiamo acquisito i nostri diritti”; con questa interessante affermazione ha esordito Gino Castaldo al Festival Salerno letteratura, presso il Museo Diocesano.

Il celebre giornalista, critico musicale e autore del nuovo libro “Il ragazzo del secolo” ha raccontato quanto la musica, in quegli anni, ha compiuto la rivoluzione che menziona nel sottotitolo, quindi non perduta.

Durante l’adolescenza lo speaker scopre gruppi innovativi, visionari come I Beatles, I Rolling Stones e le voci di Guccini, Patty Pravo, con la sua Ragazzo Triste. Sono gli anni del festival di Woodstock, anche se Gino Castaldo ha ribadito: “gli anni Sessanta italiani sono unici”. L’autore ha riconfermato più volte la sua nostalgia per la musica di quegli anni, che ha saputo dar voce anche alle trasgressioni giovanili; per questo, appunto, ha sottotitolato il suo libro “Rivoluzione perduta”, perché da giovane immaginava una contemporaneità pacifica, senza conflitti, senza battaglie per affermare la figura della donna.

Anche il grande Lucio Dalla, negli anni 70, ha cambiato la storia della musica con la sua inconfondibile penna, trattando anche temi delicati dell’epoca. Persino la trasgressione di Andrea Pazienza e di Freak Antoni ha portato avanti alcune battaglie, come ha spiegato più volte Gino Castaldo.

Lucrezia Napoleone III D
Maria Elena Comeglio III E

Liceo Classico T. Tasso