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Incontro con Rosa Grillo e Nicola Bottiglieri

Il tango rioplatense vede la luce a fine 800 nelle strade e nei quartieri popolari di Montevideo e Buenos Aires, dove si ammassavano immigrati ed emarginati, ognuno con le proprie musiche, ritmi, tradizioni, dal tambor africano al bandoneón tedesco alla fisarmonica italiana. Sin dagli esordi è determinante la presenza italiana, certificata dal lunfardo, composto per l’80% di lessico dialettale italiano, a cui il tango attingeva sdoganandolo dai recinti dei gerghi malavitosi, e dai nomi di Pascual Contursi, i fratelli Discepolo, Homero Manzione in arte Homero Manzi, Salvatore Pappalardo, Francesco Fiorentino, Antonio Scatasso.
Nel 1911 il tango fu presentato alla Esposizione Universale di Parigi, e, come un boomerang, ritornò nel Rio de la Plata trasformato in ballo dell’alta società.
In Italia segue percorsi autonomi, viene riconosciuto come musica dell’emigrante ma entra anche nei cabaret, nei cafè chantant di Milano e Napoli negli anni della belle époque ma si caratterizza soprattutto come canzone cantata non collegata a una forma di ballo autonoma – si trasformerà nel liscio – se non parodica, come la figura del casqué, voce pseudofrancese. Si sviluppa soprattutto fra le due guerre, grazie alla radio ed al grammofono e durante il fascismo viene contrapposto al jazz in quanto nobile musica latina nei confronti di una musica anglofona prodotta dai discendenti degli schiavi.
I nomi di Adriano Celentano, Sergio Bruni, Milva, Renato Rascel, Aldo Fabrizi, Gino Bramieri ecc. scandiscono la Storia del tango italiano.

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Dettagli

Data:
21 Giugno
Ora:
18:45 - 19:45
Categoria Evento:

Organizzatore

Salerno Letteratura

Luogo

CORTE INTERNA CONVITTO NAZIONALE
Piazza Abate Conforti, 22
Salerno, SA Italia
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