Christoph Ransmayr in dialogo con Melania G. Mazzucco. In collaborazione col Forum Austriaco di Cultura. Introduce Gennaro Carillo
Christoph Ransmayr, austriaco, già insignito dei premi Canetti e Kleist, è tra le voci più alte della letteratura europea. Fin dall’esordio, Gli orrori dei ghiacci, i suoi libri si spingono fino alla fine del mondo, ripetendo nella scrittura le avventure – reali o immaginarie – dei loro personaggi. Non a caso, il suo romanzo più famoso s’intitola Il mondo estremo, ispirato alla relegatio di Ovidio a Tomi, sul Mar Nero, dove lo aveva mandato Augusto, per motivi mai del tutto chiariti. Nel suo ultimo romanzo, Il maestro della cascata (Feltrinelli, 2022), Ransmayr immagina un’Europa fatta di città-Stato, ognuna chiusa nel proprio territorio e gelosa dei propri confini (Amburgo è una polis!), un’Europa delle frontiere, in cui il vero potere risiede nel possesso dell’acqua. Non a caso, il protagonista è un ingegnere idraulico, figlio di un guardiano delle chiuse.
Per la prima volta a Salerno, Ransmayr dialogherà con Melania Mazzucco. Inutile aggiungere che c’è da aspettarsi molto dal loro confronto.
