Lettura scenica di Elena Bucci. Introduce Gennaro Carillo
“Un’antologia personale? Davvero? In un lampo torno la bambina che a scuola scriveva un tema per ogni traccia per puro divertimento, quella che si arrampicava sulle sedie per rubare e leggere i libri dei grandi, ritorno la ragazza che senza il teatro non avrebbe saputo governare le sue visioni e che per trovare il coraggio di proporre la sua scrittura si nascondeva sotto altri nomi. E ora eccomi qui, allo scoperto. Ringrazio chi mi invita e mi inchino alle maestre e ai maestri che mi hanno dato gli strumenti per sopravvivere così, sospesa tra presente, sogno e memoria, in un caos affollato di vivi e di morti dal quale mi illudo di contribuire come posso al racconto infinito delle vite di tutti” [Elena Bucci]
Frammenti tratti da: Non sentire il male – dedicato a Eleonora Duse, Juana de la Cruz – o le insidie della fede, In canto e in veglia, Bimba – inseguendo Laura Betti, Autobiografie di ignoti, Nella lingua e nella spada – dedicato a Oriana Fallaci e Alekos Panagulis, Canto alle vite infinite, Di terra e d’oro
