Incontro con Vanessa Pietrantonio, autrice di L’idea fissa. Una malattia dell’immaginario (Bompiani). Conduce Francesco de Cristofaro
Le malattie dell’immaginario, lo sappiamo, sono molte. Si insinuano nei labirinti della mente sollecitandola con attrazioni insistenti quanto pericolose. L’idea fissa è una di queste. Diagnosticata nell’ambito della psichiatria francese di inizio Ottocento, si è progressivamente spostata, lungo tutto il corso di questo arco cronologico fino alle soglie del Novecento, nella letteratura e nel sistema delle arti diventandone uno dei centri di gravitazione. Questo libro ne analizza alcune tra le espressioni più pregnanti: da Poe e Melville a Balzac e Maupassant, fino ad arrivare a Henry James e Conrad, prendendo in considerazione anche alcuni cicli figurativi di Géricault. Ne viene fuori una articolata fenomenologia di illusioni trascinanti, pur nella loro paralizzante ricorrenza. Sarà poi Freud, nei primi decenni del Novecento, a dare loro un preciso ruolo nell’economia psichica, denominandole “ossessioni”. Ma da qui inizierà una nuova storia.
