Edoardo Albinati nasce a Roma nel 1956. Da quasi trent’anni lavora come insegnante nel penitenziario di Rebibbia. Dal 1984 entra a far parte della rivista «Nuovi Argomenti» dove pubblica i suoi primi scritti. Esordisce nel 1988 con la raccolta di racconti Arabeschi della vita morale seguita dal Il polacco lavatore di vetri (1989; romanzo da cui il regista Peter Del Monte ha tratto il film La ballata del lavavetri), Orti di guerra (1997), Sintassi italiana (2001), Svenimenti (2004, Premio Viareggio) e Tuttalpiù muoio (2006, con F. Timi). Nei primi anni 2000 lavora presso l’Alto commissariato ONU per i rifugiati in Afghanistan e partecipa a una missione dell’UNHCR in Ciad, pubblicando reportage sul «Corriere della Sera», «The Washington Post» e «La Repubblica». Da questa esperienza nasce il libro Il ritorno. Diario di una missione in Afghanistan (2003, Premio Napoli). Ha tradotto numerosi autori anglofoni tra cui William Shakespeare, Vladimir Nabokov e Robert Louis Stevenson e scritto diverse sceneggiature per il cinema collaborando con registi come Marco Bellocchio e Matteo Garrone. Tra le opere più recenti si ricordano: La scuola cattolica (2016, Premio Strega), Un adulterio (2017), il saggio Cronistoria di un pensiero infame (2018), Cuori fanatici. Amore e ragione (2019), Desideri deviati. Amore e ragione (2020), Velo pietoso. Una stagione di retorica (2021) e La tua bocca è la mia religione (2022).