“Oh, l’Europa gelata nel suo cuore mai più si scalderà: sola, coi morti che l’amano in eterno, sarà bianca senza confini, unita dalla neve”, avrebbe declamato il poeta salernitano Alfonso Gatto durante l’incontro in suo onore, nella serata a Largo Pomona.  Grazie alla conduzione della docente universitaria Rosa Giulio, ai dialoghi con i docenti universitari Sebastiano Martelli e Vincenzo Salerno, il critico Alberto Granese ha presentato i suoi libri Alfonso Gatto: tensione libertaria e sperimentalismo ardito e Abgrund. Il tramonto dell’identità europea Kafka Mann Musil.

 Granese ha voluto contestualizzare, metodologicamente, i versi di Gatto: la prima parte di questi dedicati ad un partigiano morto, l’altra dedicata all’immagine di un figlio morto nel periodo del nazismo. Per fare questo, infatti, l’autore ha usato l’immagine della “crisalide” per indicare la vita: affinché avvenga la trasformazione, deve lasciar andare la forma precedente, che implica una sorta di morte.

La poesia, partendo dai cataloghi dell’arte, deve portare avanti due parole chiave: l’energia e il silenzio. La prima si ritrova nel segno artistico, nel rigoglio del colore, mentre la seconda è la vera poesia: gli artisti, infatti, hanno saputo dare accento al silenzio (il nero di Goya, ad esempio). Alfonso Gatto riprende anche Ugo Foscolo, dicendo che bisogna fare luce sulle sciagure umane (finale dei Sepolcri) perché le vittime hanno bisogno di memoria e la poesia deve avere una funzione civilizzatrice.

Per quanto riguarda il lato Kafkiano, Granese, Martelli e Vincenzo Salerno hanno riflettuto sul ritorno al passato, perché sta avvenendo “il tramonto dell’identità europea”, già teorizzato da Spengler con Il tramonto dell’Occidente. Per combattere la crisi dell’Europa, bisognerebbe leggere Kafka (Il processo), Thomas Mann (Doctor Faust), Robert Musi, Goethe (I dolori del giovane Werther), Shakespeare ed ascoltare geni come Beethoven e Wagner. Granese ha concluso così l’incontro: “L’Europa non è più unita, ha perso i suoi valori: occorre la diffusione del libri, la critica e la cultura umanistica”.

Lucrezia Napoleone IVD, Liceo classico Torquato Tasso