Così si conclude l’opera di Michela Ponzani, autrice di Donne che resistono. Le Fosse Ardeatine dal massacro alla memoria. 1944-2025 (Einaudi). Con questa frase l’autrice vuole sottolineare il fatto che la morte di una persona non colpisca solo lei stessa, ma abbia ripercussioni anche su chi le sopravvive. La perdita di una persona cara lascia un vuoto, un dolore e un’eredità che influiscono sulla vita di chi resta. Gennaro Carillo, condirettore del festival Salerno Letteratura, fa riferimento ad Antigone, donna che va contro l’editto del re Creonte, che vieta la sepoltura del fratello Polinice, considerato un traditore. È proprio ciò che fanno le donne che, dopo questo evento catastrofico, rivendicano i corpi dei propri cari affinché abbiano quella degna sepoltura di cui ci parla anche Sofocle. Michela incomincia, così, a parlare del suo viaggio fatto di storie cruenti, un viaggio nella memoria di tante persone che hanno vissuto quella catastrofe sulla propria pelle.
Claudio Santoro VH
Liceo Classico Tasso Salerno