Alla Chiesa dell’Addolorata, per il ciclo Sguardi sul mondo attuale, lo storico Mario Del Pero ha presentato Buio americano. Gli Stati Uniti e il mondo nell’era Trump (Il Mulino), un saggio che definisce l’era trumpiana come un’ “epoca buia” segnata da razzismo, suprematismo e fratture profonde. Al centro dell’incontro, infatti, l’idea che il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca non sia un semplice risultato elettorale, ma il sintomo — e insieme il motore — di una crisi profonda della democrazia statunitense.
Del Pero ha smontato il mito della “working class” industriale come base elettorale di Trump: oggi rappresenta meno dell’8% della forza lavoro. A sostenerlo sono stati soprattutto bianchi, maschi, redditi mediani, provenienti da aree poco popolate, in una frattura che oppone uomini repubblicani e donne democratiche. Una lettura che intreccia matrici economiche e razziali, come mostrano anche le analisi sulla crisi della classe media bianca, colpita da indebitamento e marginalizzazione dopo le politiche inclusive dell’era Obama.
Il libro si apre con pagine nere e citazioni di Trump: una “barbarie grammaticale” che offende lo sguardo e diventa chiave interpretativa del presente. Del Pero ha ricordato anche la dialettica tra due idee di America: quella del melting pot e quella del nazionalismo etnico, radicata nelle leggi restrittive del 1924. Tra i passaggi più sorprendenti, la rivendicazione trumpiana dell’espansione territoriale come obiettivo nazionale: un’idea che non si sentiva dal 1845, con James Polk. Una postura che richiama la coincidenza tra parola e azione, centrale nella retorica politica fin dall’Atene classica, dove il politico era innanzitutto retor, colui che parla e plasma la realtà.
Sul fondo, l’immagine di un Paese attraversato da conflitti irrisolti, mentre le università esplodono di studenti che, pagando tasse altissime, tengono in piedi un sistema accademico in tensione permanente. Ne emerge un ritratto lucido e inquieto: gli Stati Uniti come nazione che fatica a riconoscere il proprio declino, mentre il trumpismo ne accelera ogni frattura.
Francesca Lo Schiavo IV D
Priscilla D’Agostino IV D